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Calcolo dinamico — Analisi dei risultati

Come interpretare le tre logiche di calcolo, i grafici e i comportamenti attesi al variare delle caratteristiche dell'edificio.

Il calcolo dinamico restituisce tre viste complementari — Impianto spento (FF), Potenza illimitata (UN) e Impianto reale (AC) — che vanno lette insieme per capire come si comporta l'edificio e come risponde l'impianto.


🔵 Impianto spento — FF (free floating)​

L'edificio è simulato senza impianto: la temperatura operativa "galleggia" liberamente in funzione di clima, apporti solari, apporti interni e inerzia termica.

A cosa serve:

  • Valutare il comportamento passivo dell'involucro: quanto l'edificio si surriscalda d'estate o si raffredda d'inverno senza climatizzazione.
  • Verificare i requisiti di temperatura operativa adattiva previsti dai CAM negli ambienti non climatizzati.
  • Capire l'inerzia termica: un edificio massivo mostra oscillazioni di temperatura più smorzate e ritardate rispetto a uno leggero.

Cosa guardare: l'andamento di Θ int,op rispetto a Θ e. Picchi di Θ int,op molto superiori alla temperatura esterna segnalano surriscaldamento da apporti solari/interni mal gestiti.


🟢 Potenza illimitata — UN​

Si suppone un generatore "ideale" capace di soddisfare qualunque carico, in funzionamento continuo, con calore puramente convettivo e perdite recuperabili.

A cosa serve:

  • Determinare il fabbisogno di energia utile ideale dell'involucro (QH,nd, QC,nd).
  • Stimare la massima potenza richiesta dall'involucro, di riferimento per il dimensionamento.

Cosa guardare: le curve di potenza ΦH,ld e ΦC,ld e i valori massimi/totali. Rappresenta la "domanda pura" dell'involucro, indipendente dall'impianto realmente installato.


🟠 Impianto reale — AC​

Si adottano le caratteristiche reali dell'impianto: potenza disponibile limitata (vedi Potenze installate), funzionamento intermittente, frazione convettiva/radiativa secondo il tipo di terminale.

A cosa serve:

  • Verificare se l'impianto reale riesce a mantenere i set point.
  • Quantificare il sotto-riscaldamento (underheating) o sovra-riscaldamento (undercooling) residuo (le aree di violazione nei grafici orari).
  • Valutare l'effetto di scelte gestionali (profili, potenza installata ridotta).

Cosa guardare: lo scostamento tra Θint,op e i set point, e le aree di violazione. Se l'impianto reale lascia ampie violazioni dove la potenza illimitata no, l'impianto è sottodimensionato o mal gestito.


🔗 Leggere le tre viste insieme​

ConfrontoCosa rivela
FF vs UNquanto "lavoro" deve fare l'impianto per portare l'edificio dal comportamento libero al set point
UN vs ACquanto la limitazione di potenza reale e la gestione discostano dal caso ideale
FF estivose serve davvero il raffrescamento o se basta una buona gestione passiva

La Vista 3D aiuta a localizzare spazialmente dove questi effetti si concentrano (ambienti esposti, ultimi piani, locali vetrati). Vedi Vista 3D.


🏗 Comportamenti attesi al variare dell'edificio​

Inerzia termica (massa)​

  • Edificio massivo (muratura pesante, solai in c.a.): oscillazioni di Θint,op smorzate e ritardate; minore surriscaldamento estivo di picco; fabbisogni più distribuiti.
  • Edificio leggero (strutture a secco): risposta rapida, picchi più marcati, maggiore sensibilità agli apporti istantanei.

Isolamento dell'involucro​

  • Più isolamento → minori dispersioni → in inverno fabbisogni più bassi; ma in estate, senza adeguata ventilazione/ombreggiamento, può aumentare il rischio di surriscaldamento (il calore in eccesso fatica a uscire).

Superfici vetrate e apporti solari​

  • Ampie vetrate esposte a Sud/Ovest → forti apporti solari → in FF picchi estivi di Θ int,op; in UN/AC alti carichi di raffrescamento pomeridiani.
  • L'effetto è fortemente direzionale: i locali a Ovest tipicamente surriscaldano nel tardo pomeriggio, quelli a Est nella mattina.

Ombreggiamento​

  • Aggetti, ostacoli e schermature riducono gli apporti solari diretti: in FF abbassano i picchi estivi, in UN/AC riducono il carico di raffrescamento. L'effetto è incorporato tramite i fattori di ombreggiamento del calcolo (vedi nota sotto).

Dati climatici​

  • Località più calde/soleggiate → maggiori apporti e temperature esterne → spostano il bilancio verso il raffrescamento.
  • L'escursione termica giornaliera influenza l'efficacia della ventilazione notturna e dell'inerzia: forte escursione + massa elevata = buon raffrescamento passivo.

Ventilazione e apporti interni​

  • Profili di ventilazione e carichi interni (persone, apparecchi) elevati alzano Θ int,op in FF e i carichi in UN/AC. La ventilazione notturna estiva è un'arma efficace negli edifici massivi.

💡 In sintesi​

  • FF dice come si comporta l'edificio da solo.
  • UN dice quanta energia/potenza servirebbe idealmente.
  • AC dice cosa succede con l'impianto che hai davvero.

Le differenze fra le tre viste, lette insieme alla Vista 3D e ai grafici orari/mensili, permettono di diagnosticare se uno scostamento dal set point dipende dall'involucro (peso, isolamento, vetrate, ombreggiamento), dal clima o dall'impianto (potenza, gestione).

Nota

I fattori di ombreggiamento usati dal calcolo derivano dalla geometria dell'edificio e degli ostacoli secondo UNI EN ISO 52016-1. La maschera Simulazione ombre orarie ne offre una lettura qualitativa tridimensionale.